Visione Paradossale di Questa Realtà

Raccoglie una testimonianza del passaggio dell'uomo sulla Terra...
sabato, 11 agosto 2007

Motomondiali, Attualità e Fisco

Sarà noto a tutti come la questione Rossi/Capirossi abbia rilanciato il problema dell'avasione fiscale.
Procediamo con ordine.
In seguito ai controlli effettuati l'Agenzia delle entrate ha rilevato, per gli anni 2000-2004 un'evasione da 60 milioni di euro di imponibile non dichiarato dal 2000 al 2004 a carico del signor Valentino Rossi. Per tale motivo (a parte le sanzioni di carattere penale per l'omissione di dichiarazione di un importo superiore ai 75 mila euro) dovra' pagare al fisco 112 milioni di euro. A tanto ammonta, a quanto apprende l'ADNKRONOS, la cifra che comprende, oltre all'imposta evasa per 45 milioni di euro, anche la sanzione e gli interessi che avrebbe richiesto l'Agenzia delle entrate.
Rossi ha ricevuto un accertamento milionario dall'ufficio di Pesaro dell'Agenzia. E dato l'importo molto elevato scatterà, con tutta probabilità, una denuncia alla magistratura per il reato di omessa dichiarazione. Nel 2002, ad esempio, il campione avrebbe dichiarato nel modello 730 appena 500 euro. Peraltro di redditi da fabbricati.

Poi c'e Loris Capirossi. La sua vicenda è ancora più eclatante:
Da anni gli ispettori dell'Agenzia delle Entrate sono in valutazione per la sua situazione: ai nove milioni accumulati tra il 1995 e il 2000 si aggiunge ora un altro milione e trecentomila euro per i compensi percepiti tra il 2001 e il 2002. Sommando gli interessi passivi, la sanzione complessiva è ormai arrivata a 12 milioni di euro. Sfuggire ancora sarà difficile: Capirossi ha infatti perso il ricorso presentato alla commissione tributaria e la sua ultima speranza è affidata ai giudici della Corte di Cassazione che dovranno esaminare una nuova istanza.

Ricordiamo che il caro Silvio Berlusconi pose un arresto al sistema fiscale, di fatto, incitando i cittadini ad evadere e proclamandosi "il primo degli evasori". Questo come Primo Ministro.
E si ricordi che, solo per citare un esempio, lo stesso ex-premier avrebbe "risanato" la sua posizione fiscale  da decine di milioni di euro dal 1997 al 2002, avvalendosi della legge 289, varata nel 2002, con il pagamento di soli 1800 euro. La questione emerse nel corso dell'udienza preliminare del gennaio 2006 che vede imputate 14 persone, tra cui Silvio Berlusconi, per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi Mediaset.
L'agenzia delle entrate avrebbe chiesto, smpre nel gennaio 2006, di visionare alcuni atti per procedere a un eventuale recupero fiscale nei confronti del contribuente Silvio Berlusconi. L'Agenzia ha ritirato la richiesta perchè, dopo un esame più attento delle leggi vigenti, ha constatato che gli atti sui quali basare un eventuale recupero fiscale non sono più acquisibili perché Berlusconi ha sanato la propria posizione attraverso pagamenti integrativi (sarebbero due, uno di 1500 e uno di 300) effettuati dal contribuente Berlusconi.

Non sarà per caso che, essendo tornato all'opera il buon vecchio Visco, la macchina si sia rimessa a funzionare magicamente?
L'unico interrogativo che ci preoccupa un po' è il perchè due campioni del motomondiale siano stati indagati quasi contemporaneamente. Sembra quasi un "dovere di cronaca" far cadere più teste possibili in questo periodo.

Fonti:
Corriere della Sera
Repubblica
postato da SigRaTarla alle ore 17:16 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 11 agosto 2007

Esiste ancora il comunismo?

Per Comunismo si intende in primo luogo una realtà sociale che presuppone la comunanza dei beni di produzione a cui si accompagna l'assenza dello stato.

Il comunismo ha il suo vero e proprio atto di nascita in Russia, nel 1917, con la rivoluzione detta d'Ottobre, guidata da Lenin. Non possono infatti considerarsi esperienze di comunismo le brevi vicende della Comune parigina del 1871, né altri esperimenti viziati da utopicità ed episodicità disseminati nel corso della storia precedente (come certi fenomeni ereticali tardomedioevali o come la vicenda di Thomas Muntzer).
Tra le due guerre il comunismo russo si espande in buona parte dei territori dell'ex-impero zarista e dopo l'accordo Molotov-Ribbentropp occupa parte della Polonia e i paesi baltici (Lituania, Lettonia, Estonia).
Dopo la seconda guerra mondiale si verifica un salto di qualità: forte dei suoi meriti nella sconfitta del nazismo Stalin ingloba nella sfera sovietica-comunista i paesi dell'Europa orientale (Polonia, Germania Est, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria), mentre Mao-Tze Tung assicura al comunismo l'intera Cina continentale (con l'esclusione della sola, piccola, isola di Taiwan, in cui si rifugia il suo rivale).
Negli anni '60 e '70 il comunismo è in ulteriore fase espansiva: in Africa molti regimi diventano suoi alleati, in Asia cade l'intera regione indocinese (al seguito della guerra del Vietnam), nella stessa America gli Stati Uniti devono fare i conti con Cuba e con vari fenomeni di guerriglia di ispirazione comunista (mitica la lotta di "Che" Guevara), che li costringeranno ad affidarsi a regimi militari (particolarmente traumatico il caso del Cile, dove Pinochet rovesciò la secolare democrazia per impedire il consolidarsi di un regime di sinistra, guidato da Salvador Allende).

Negli anni Ottanta inizia il declino del comunismo:

  • sempre più in affanno dal punto di vista tecnologico-economico e incapace di reggere il confronto con l'Occidente (decisiva fu la scelta di Reagan, mirante a uno sviluppo di tecnologie militari, in particolare le cosiddette "guerre stellari", cui l'URSS non seppe tener fronte)
  • in crisi per i suoi errori (invasione dell'Afganistan, che divenne "il Vietnam sovietico"; massacri di Pol-Pot in Cambogia)
  • e per le sue divisioni interne (guerra Vietnam-Cambogia; Cina-Vietnam; scontri Cina-URSS)
  • debilitato dal crescente prestigio del nuovo Pontefice, cui si deve il fenomeno Solidarnosc (in un paese comunista, la Polonia, vi aderirono, implicitamente contestando il regime, la quasi totalità di quella classe operaia che avrebbe dovuto essere compatta col regime)

A Gorbaciov, leader della transizione dal comunismo, va riconosciuto il merito di aver guidato in modo fondamentalmente incruento il passaggio verso la democrazia.

La domanda aperta è: e adesso? Come la politica, in particolare modo quella italiana, è inflenzata dalla storia e dai concetti propri del comunismo? Si può continuare a parlare di comunismo nel 2007?

Restano oggi la Cina, l'Indocina e Cuba: ma anche tali paesi devono ormai adeguarsi agli standard economici del mercato libero e prima o poi l'inarrestabilità delle comunicazioni libere (satellite, internet) minerà in modo irreparabile uno dei pilastri del totalitarismo, ossia il monopolio della informazione e della cultura.


Fonti:

Wikipedia

Culturanuova


postato da SigRaTarla alle ore 00:03 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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venerdì, 10 agosto 2007

La questione di Via Rasella

Rosario Bentivegna contro i tedeschi del battaglione "Ss Bozen", fu riconosciuto come un «legittimo atto di guerra rivolto contro un esercito straniero occupante e diretto a colpire unicamente dei militari». Stavolta è la Cassazione a sancirlo, confermando la condanna al risarcimento per diffamazione (45mila euro) nei confronti del quotidiano "Il Giornale" che, nel 1996, aveva pubblicato articoli denigratori, con fatti non veri, dei gappisti e di Bentivegna. Si potrebbe dire che sia non sporadico trovare questi articoli lesivi alla destra o comunque che fanno il bel gioco della sinistra italiana. Ad avviso dei supremi giudici, tutti questi fatti "non rispondenti al vero non possono essere considerati di carattere marginale". E anche se la Corte di Appello di Milano ha riconosciuto che si sarebbero potute esprimere "dure critiche sulla scelta dell'attentato, l'organizzazione, i suoi scopi", questo non basta per mettere in piedi un castello di inesattezze e falsità.


Fonti:
Unità.it
La Repubblica
Rui.Leonardo.it
postato da SigRaTarla alle ore 23:57 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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